Innamorarsi di Napoli

È facile innamorarsi di Napoli! È successo anche a Francesca, che l’ha visitata alcuni giorni fa e ha voluto condividere con me le immagini che le sono rimaste impresse negli occhi e nel cuore. Mi hanno colpito tanto e credo che avranno lo stesso effetto su di voi…

«Scendere dal treno e ritrovarsi nella giungla emotiva della stazione centrale di Napoli è come essere catapultati in un quadro dove i colori sono stati lanciati contro la tela.

Napoli sa essere elegante e volgare, perché Napoli è Via Toledo, negozi che luccicano, pasticcerie con vetrine piene di cannoli e babà in perfetto ordine cromatico, Napoli è il calpestio di tacchi alti.

Ma Napoli è anche “tre in motorino e senza casco”, vicoli in salita tra negozi sbiaditi degli anni 80 nei quartieri spagnoli, ciabatte che per strada sostituiscono le scarpe e panni stesi alle finestre.

Benvenuti stereotipi.

I classici luoghi comuni mi travolgono con passione ad ogni angolo.

La città del dialetto di chi parla tanto ma spesso senza dire niente.

Napoli santa, ma anche profana, ricca di storia, depositaria del Cristo Velato nella Cappella di San Severo, custode della leggenda dell’uovo nascosto da Virgilio in Castel Dell’Ovo.

Facile perdersi tra la stradina dei presepi “tutto l’anno”, le antiche vie del Sole, fermarsi su una panchina in una città dove ancora la piazza resiste contro la modernità.

È facile innamorarsi della patria banale e scontata della pizza Margherita, ma ancora più facile rimanere affascinati da questa città popolare e sguaiata, troppo stretta in una minigonna e gioielli pesanti e vistosi, e contemporaneamente fine e raffinata, ricamata da statue di marmo bianco raffiguranti Madonne e Santi.

Napoli sembra sempre pronta per diventare il cast di un film».

 

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